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martedì 11 novembre 2014

Addio alla spiaggia di Genova Pegli: arriva la diga per le mega navi


                                     
                         Il COMITATO CITTADINO IN DIFESA DEL LITORALE DI PONENTE è nato nel dicembre 2013 al fine di ottenere dalle pubbliche autorità la tutela della volontà dei cittadini in relazione alle scelte di carattere pubblico in capo al territorio del ponente Genovese. A questo scopo gli organizzatori si sono dichiarati intenzionati a promuovere ogni iniziativa utile e necessaria volta a tutelare il territorio e la qualità della vita dei cittadini in particolare agendo attraverso campagne di sensibilizzazione dell’opinione pubblica e di tutti gli Organi Istituzionali.
Lo scopo principale che ha portato alla nascita del Comitato è stato quello di tentare di fermare un’ipotesi di sviluppo del Porto di Prà-Voltri che avrebbe definitivamente compromesso l’affaccio a mare e la fruibilità delle spiagge pegliesi.
In data 22 maggio 2014 le oltre cinquemila firme raccolte in poco più di tre mesi per manifestare la contrarietà della cittadinanza ai progetti di avanzamento del Porto verso Levante (Prolungamento e apertura della diga foranea) sono state consegnate da un gruppo di rappresentanti della delegazione al Sindaco Marco Doria.
L’incontro, avvenuto presso gli uffici di Palazzo Tursi, è stato l’occasione per sottolineare la volontà dei cittadini di essere coinvolti nelle decisioni che riguardano il loro territorio.
In attesa di conoscere gli sviluppi legati a questa vicenda e già parallelamente alla raccolta firme il Comitato si è adoperato mettendo in atto diverse iniziative di volontariato sul territorio pegliese nel tentativo di valorizzarlo e di combattere il degrado che incombe sempre più in seguito all’inciviltà di chi lo abita ed alla scarsa manutenzione.
Adesso, dopo ad un anno dalla sua nascita, il Comitato Cittadino in Difesa del Litorale di Ponente vorrebbe prendere una direzione in modo da ottimizzare le risorse e convogliare gli entusiasmi in maniera costruttiva dando un senso alla sua esistenza e facendosi riconoscere per qualcosa di concreto e riconoscibile.
L’attenzione non può che essere rivolta al litorale e quindi alle spiagge sempre più bisognose di pulizie periodiche e di piccoli interventi di manutenzione.
Il Comitato si impegna pertanto ad organizzare con cadenza bimestrale/trimestrale, sulla base delle esigenze e degli eventi naturali (mareggiate), la pulizia di tutte le spiagge attraverso l’impiego dei suoi volontari e simpatizzanti.
Non si esclude ovviamente la possibilità di organizzare iniziative, anche in accordo con CIV e Associazioni locali, legate ad altre zone del territorio pegliese qualora si manifestasse l’esigenza o la volontà da parte dei cittadini aderenti.


mercoledì 29 ottobre 2014

Dopo il fango (Camera con vista)


             
                 Dalle previsioni meteorologiche alle scelte urbanistiche. Interventi in studio di Gianfranco Saffioti Daniele Laiosa di LIMET associazione ligure di metereologia arch.Alessandro Ravera Carlo Cosimo Gastaldi cons.mun.Bassa Val Bisagno M5S Andrea De Marca gruppo territoriale Bassa Val Bisagno M5S.

martedì 28 ottobre 2014

Il prof. Renzo Rosso sullo scolmatore del Bisagno (tratto dalla diretta ...



      Il prof. Renzo Rosso del Politecnico di Milano intervenuto in diretta a Pan Pan Pan (segnale d'urgenza) per la  mitigazione del rischio idrogeologico di Genova Bassa Val Bisagno propone una petizione per realizzare lo scolmatore del Bisagno.

domenica 12 ottobre 2014

#AlluvioneGenova: quando gli angeli del fango mettono le ali! GRAZIE


          
          Grazie agli ANGELI DEL FANGO da parte dei genovesi. Le istituzioni dovrebbero imparare da questi ragazzi. Noi tutti dovremmo imparare da loro. Un ragazzo mi ha risposto "Grazie di cosa? La città è di tutti" GRANDISSIMI ANGELI !!! LA CITTA' CON VOI E' MERAVIGLIOSA NONOSTANTE LORO!

venerdì 10 ottobre 2014

Alluvione Genova: tre anni dopo il giorno dopo



                    Si dice che si impara dall'esperienza. Ebbene qui a Genova sappiate che questo detto non vale. Non è servito ad evitare altre vittime. Un uomo di 57 anni di Marassi. I cittadini indignati, abbandonati dai soccorsi nel momento cruciale della prima ora e mezza, si sono dovuti arrangiare.
Solo grazie al fatto che l'evento alluvionale si è verificato a sufficiente distanza dagli orari di punta, il bilancio è stato contenuto rispetto al 2011. Questo abbandono, misto ad incompetenza e incuria, ha fatto letteralmente infuriare i genovesi che dopo soli 3 anni dai tragici eventi alluvionali del 4 novembre si ritrovano a fare i conti con una città nuovamente in ginocchio.
Si poteva prevedere? Oggi le risposte sono tutte volte al rimbalzo di responsabilità. Dov'era la protezione civile? Ma Arpal doveva avvisarci... Io non ho avuto nessun allerta e la lista potrebbe allungarsi e sono certo continuerà per molto tempo. La recita è sempre la stessa. Mai nella storia delle alluvioni genovesi ho sentito dire da quale che sia amministratore e/o autorità preposta “si poteva fare di più” o addirittura “abbiamo sbagliato”. Certo non è di moda in questo Paese ammettere le proprie colpe anche di fronte all'evidenza.
Ma non è il caso oggi di processare a livello mediatico sindaco e istituzioni preposte alla vigilanza. Facciamone piuttosto una questione culturale o meglio di mancanza di cultura. Come si può non ritenere a rischio alluvione una città come Genova quando piove ripetutamente come in questi giorni? Io non sono un esperto e non posso che fidarmi, come fanno tutti i cittadini, di quello che gli esperti ci riferiscono. Pur nella mia ignoranza però so, da quando sono nato, che quando una forte perturbazione di fine stagione è prevista su Genova bisogna rimanere allertati. Allertati si è questo che è mancato! L'allerta meteo. Ma non solo. Perchè in tutti questi anni non ho mai visto attuare un piano di emergenza serio con esercitazioni mobilitazioni evacuazioni di auto, mentre ho visto da sempre cartelli divieti e avvisi per spostare l'auto durante fiere e mercati rionali.
Ieri, seguendo le notizie, ho sentito per la prima volta pronunciare anche la parola auto-rigeneranti per definire i temporali che si auto-alimentano ripetutamente. Una novità! In una città che è stata selvaggiamente impermeabilizzata dalle varie giunte cementifere avvicendatesi dagli anni 50 ad oggi, come si può ancora pensare a progetti come il distretto di trasformazione di Terralba, giocando sui cavilli tecnici dei vari piani urbanistici per permettere nuovi volumi. Oppure pensare a costruire uno stadio, o ancora un centro commerciale e adesso il nuovo suggestivo progetto proposto da Renzo Piano.
A cosa serve fare opere del genere, senza mettere prima in sicurezza la città. Non è popolare, non si vede quando funziona e non crea consenso. Ecco perché in Italia si spendono cifre irrisorie per la lotta contro il dissesto idrogeologico. E quand'anche il progetto dello scolmatore poi divenuto mini, poi bloccato dal Consiglio Nazione dei Lavori Pubblici, fosse anche, nel mondo delle meraviglie, un'opera capace di risolvere i problemi, questo permetterebbe di edificare magari grattacieli e nuovi silos di parcheggi in collina? No non dobbiamo pensare male! Che sia questa la nostra cultura? Non dimentichiamoci poi dei tronchi d'albero lasciati crescere nel letto del Bisagno che navigavano in mezzo alle vie del centro. Con questo modo di pensare sono sicuro che potremmo triturarli con una mega opera dotata di gigantesche lame rotanti. Povera Genova e poveri noi.

martedì 7 ottobre 2014

Città metropolitane ex Provincie: altro che abolizione nuove poltrone e addio democrazia partecipata


Niente di nuovo insomma! C'era da aspettarselo ma qualcuno davvero credeva che le avrebbero abolite? Ecco la loro nuova funzione: serviranno ad allontanare definitivamente i cittadini dalla politica locale e a difende la casta arroccatasi nei palazzi del potere. Ed ora dopo l'ennesima truffa lessicale che va a braccetto con la riforma del Senato cosa rimane di realmente democratico in questo nostro martoriato Paese? Condividiamo informazioni in rete per far venire a galla la verità in questo mare di menzogne.